The Departure


7 Magliette
3 Paia di Pantaloni lunghi.
7 Calze
7 Mutande
1 Paio di scarponi bassi
1 Paio di scarponi alti
1 Infradito
1 Asciugamano

1 Kit Pronto Soccorso.
1 Kit Bagno

1 Canon 500D in configurazione Viaggio ( Filtro Uv/parasole/protezione lcd e tasi)
1 Rollei tripod

1 Indochina Tour Lonely Planet
1 The Snows of Kilimanjaro and other stories by E.Hemingway
1 A Study in Scarlett by Sir A.Conan Doyle
1 Moleskine

Uno Zaino e un Nuovo Viaggio.


Dove e Come Viaggiare.


 
Finita la scuola, il tempo per le discussioni interessanti è ironicamente destinato ai momenti più noiosi.
Questa la premessa a una chiacchierata avuta con un amico durante l’ennesimo sabato sera sprecato.

Specifichiamo due cose però:

1: Il soggetto di quest’articolo non vuole essere “ Il Viaggio”, se siete ancora nella fase “Mi piacerebbe partire ma non ho tempo. Non so con chi andare etc etc” vuol dire che non capirete il vero messaggio di quanto segue e, porcamiseria, non avete ancora idea di cosa significhi per voi viaggiare.
2: Il concetto di viaggio da espresso non è altro che la somma delle mie esperienze e rappresenta, come per tutti, un’attività in continua evoluzione. Indipercui avrò tutto il diritto di rinnegare quanto da me scritto e insultarvi per aver creduto parlassi sul serio.

Entriamo dunque nel pieno del subject di quella noiosa ma piacevole serata.

DOVE:

Uno potrebbe pensare che il “Dove” vada scelto in base ai propri gusti, le preferenze o le proprie possibilità.
Gravissimo errore.
Il dove viaggiare è, in realtà, una delle poche cose che non possiamo scegliere, possiamo avere infatti o l’illusione di aver “scelto” la meta corretta o la piena consapevolezza di essere nel posto sbagliato.

Prima di darmi della testadicazzo lasciate vi risolva la questione; variabili fondamentali per il viaggio sono:

a) l’età del protagonista ( voi)

b) la vostra forma fisica

3) il vostro portafoglio e ah, faccio l’assurda supposizione voi siate persone intelligenti e carichi d’iniziativa.
Lo so, sono un illuso.

Ora che conoscete le variabili sapete in che categoria siete Es. Giovane, in forma, emmmagari avete messo da parte un po di dindini.
Ecco, ora non resta che pensare e chiedersi, quale meta si addice a queste caratteristiche?
Serve essere giovani, in forma per andare a bruciare soldi a Parigi?
Mi conviene risparmiare per mesi per poter andare 5 giorni a Barcellona con la mia amica a fare shopping?

Ecco, non fatevi queste domande, provate invece a chiedervi “Potrò fare questi viaggi fra 20anni da sposato, con i miei figli?

La risposta è Si e, anzi, almeno avrete una scusa valida per entrare a Disneyland.

Se siete giovani e in forma è imperativo far sfruttare al massimo queste virtù, lanciatevi quindi in avventure fatte di temperature infernali, altitudini vertiginose e posti in cui ci siano almeno un paio di scontri armati o, almeno, uno sceicco al potere.

Con queste premesse vedrete che appariranno sulla vostra cartina uno sacco di paesi con nomi strani, possiamo dividerli in 2 categorie: Nord e Sud.

Se siete giovani, andate sempre a Sud.
Perchè?

Perchè a Sud è sempre tutto un casino, è pieno di zanzare, donnine mezze nude e, nella maggior parte dei posti, vi servirà avere quegli anticorpi che solo un ventenne abituato a mangiare yogurt scaduti ha.

Siete in forma ma non avete più gli anni? Nord!
Non avete più lo stomaco per poter digerire piatti a base di Masala e carne bollita nel fango ma avete ancora voglia di camminare tutto il giorno e piantare la tenda sotto un cielo infuocato di stelle.
La Scandinavia è il posto per voi, potete scegliere se pagaiare fra i fiordi o, nel caso abbiate passato un po’ troppi anni a pasteggiare lardo e nocciole, il vostro Gs1200 sarà onorato di portarvi fino a capo Nord, e sarà il viaggio della vostra vita.

Tanti di voi si chiederanno, ok, ma allora devo rinunciare a Londra, a Monaco e a tutto il mondo civile?
Beh No, ma solo a condizione che, una volta tornati, siate in grado di dare pareri intellettualoidi sulla disposizione dei quadri della Tate e su quanto la Germania sia multicoltural.
Fa tendenza e vi sentirete meglio.

Ora che abbiamo chiarito che l’unica scelta possibile per il vostro weekend di vacanza con il vostro fidanzato è Bairiki nell’atollo di Tarawa dobbiamo decidere COME viaggiare.

Il COME.

Ho personalmente conosciuto un ragazzo, della mia età, che è andato a Marrakech. Al Club Med.
Per la vostra salute fisica e mentale, evitate di fare cose del genere, è scientificamente provato: il vostro pene si rimpicciolirà e, anche se riuscirete a copulare con la vostra compagna di aquagym, sarete sfottuti anche dal cugino di 8anni che, fra l’altro, ha già più baffi di voi.

Indifferentemente che non abbiate i soldi per pagarvi il biglietto del rientro, o facciate Agnelli di cognome il vostri modi dovranno essere gli stessi.
Spendete i soldi che avete per entrare a vedere i templi in rovina e per offrire da bere all’inglesina di turno.
Per il resto mangiate merda, dormite nelle peggio topaie e accettate qualsiasi consiglio vi diano i locali.
Il materasso è una leggenda, un’antica utopia e voi non vi ricordate nemmeno che forma abbia.
Se siete fortunati avrete da scaldarvi con un sacco a pelo sporco, sennò la vostra giacca unta e bagnata andrà benissimo lo stesso.
Le foglie possono essere usate come spazzolino e hanno altre proprietà benefiche, potete fumarle per esempio.

Non c’è nulla di più gratificante del ripensare a quali disumane condizioni ci si era abbandonati in un lontano paese.
Quando diventate bravi potrete farlo anche nel week end e, nel periodo degli esami, sarete avvantaggiati perchè abituati a vivere di stenti e cannabinoidi.

Toglietevi dalla testa qualsiasi sorta di “Agenzia di Viaggio” o di “Tour Organizzati” e, importante, picchiate ogni vostro conoscete che sia mai salito su quei pullman colorati che offrono le cuffiette e la guida della città in giapponese, tedesco e francese.

La vostra massima aspirazione dovrà essere il prendere il tifo o dissetare una povera zanzara Anopheles.
Se Quatermain ha passato giorni a piangere per il colera non vedo perchè non lo dobbiate fare anche voi.

MA SIETE MICA VECCHI?

Perchè in tal caso le vostre possibilità si ampliano, vista l’età, l’accorciamento telomerico e il probabile maggior volume del vostro portafoglio potete permettervi di dormire in graziosi Hotel, affittare idilliache palafitte a Uluwatu ed evitare di morire davanti ai vostri figli di dissenteria acquosa grave.
Funerali e funzioni funebri rischiano di rovinare le settimane bianche e, d’estate, si suda un casino con il completo nero.

Unica cosa importante, è importante per la crescita dei vostri pargoli che vi bulliate delle vostre avventure giovanili.
Istruiteli fin da subito su come un paio di mutante possano essere usate per 8 giorni girandole e, visto che nessuno potrà smentire quanto da voi detto, raccontate di come ai vostri tempi fosse pieno di Draghi e antilocapre.
Il bello dei ricordi è poterli cambiare a piacere.


Questi sono più o meno i punti chiave di una chiaccherata avuta un sabato sera noioso.
Per eventuali chiarimenti prenotate un volo e dimenticatevi di quanto abbia scritto.

Vittorio Beltrani

Quis custodiet ipsos custodes?


Rorschach’s Journal, October 12th, 1985.

Tonight, a comedian died in New York

Appunti Unghero-Slovakki.


Imbevuti di letture e pensieri, desiderosi d’avventura e curiosità controlliamo kayak.com, scorriamo la lista delle offerte, scegliamo una citta’ e prenotiamo. Destinazione Budapest.
Dopo qualche giorno scopriamo che un amico di un amico ( e mai niente di buono e’ mai successo con un presupposto del genere) e’ li in erasmus e ci può ospitare, felici di poter risparmiare i 10euro a notte per il solito ostello pieno di pulci, accettiamo volentieri l’offerta.

Che questo viaggio avesse qualcosa di marcio avremmo dovuto capirlo fin da subito, partenza alle 4 di mattina in direzione Milano, raccattiamo alle 6 Ale ancora ( fortunatamente per lui) ubriaco dalla sera prima e posteggiamo a Bergamo.
Maledetto Orio al Serio.

Presi da esami e menate varie non abbiamo tempo di fare il solito studio sulla citta’, speranzosi di trovare preparato l’amico dell’amico, partiamo senza sapere un cazzo se non il nome della via dove andare.

Ale inizia a patire gli effetti dell’alcool e delle 24h in piedi, in coda per imbarcarsi collassa e ci regala queste gioie.

Salito sull’aereo cerco le cuffie e mi accorgo di averle dimenticate, decisamente nelle top 5 worst thing on a flight, subito sotto avere come compagno di viaggio Achemd Theterrorist

Decollo.Dormita.Atterraggio (condito dalla merdosa trombetta rynair.)

Cambiamo 100euro con 26000 fiorini. Terribile rapporto, so già che faro’ in casino bestiale con i conti, come al solito.

Il nostro taxista ha probabilmente lavorato come stunt driver per fast n furios, 10 minuti dopo e un paio di mutande nuove arriviamo in un quartiere pieno di grigi condomini in pieno stile urss, Welcome tu Budapest.

Saliti al 5 piano entriamo nell’appartamento e conosciamo “l’amico dell’amico”, d’ora in poi soprannominato Max.
La casa e’ sorprendentemente enorme, 115mt2. L’affitto costa la misera cifra di 240 euro a testa, penso a mia sorella, che con 700 pound al mese affitta una stanza di 3x2, un’altro universo.

In questa reggia Io e Matte scopriamo che dovremo dormire per terra perché non c’e’ solo un letto, che culo!

Concluse le varie presentazioni veniamo raggiunti dal coinquilino di Max, soprannominato (per evidenti ragioni) Gennaro e dalla sua dolce sorella, un essere demoniaco da 200 kg di nome Micaela.

Senza stare a riesumare tutti i deliranti discorsi fatti da questi ci rendiamo conto che la loro demenza sia al limite del patologico.
In primis hanno serie difficoltà ad esprimersi in Italiano. Sarebbe anche un po’ l’ora che il calabrese stretto venisse un po’ dimenticato, insieme a tutti dialetti d’Italia eh…
Il culmine della loro personalità pero’ si manifesta nella loro ignoranza e piattezza mentale, i classici italioti che non parlano inglese, non leggono ( eccezion fatta per la gazzetta) e si vantano della loro pigrizia.

Dopo aver osservato con un misto di terrore e curiosità Micaela divorare un panino grande quanto una palla da rugby a riusciamo a scappare e Max si offre di accompagnarci a fare un primo giro d’ispezione.
Camminando per Bajcsy-Zsilinszky attraversiamo diversi quartieri e notiamo quanto sia facile distinguere la citta’ antica, con i suoi palazzi neogotici Da quella nuova con i suoi edifici fotocopiati in pieno stile commini.


Max e’ qui da 6 mesi, e’ venuto qui in Erasmus per alzarsi la media, studia nella facoltà d’eccellenza della citta’ ma i corsi per gli exchange sono una presa per il culo, studia 3 ore prima di dare un esame, biascica due titoli di slide in inglese e porta a casa un trenta.
Tuttosommato nella sua semplicità e’ un ragazzo a posto, non e’ mai entrato in nessun museo ma almeno ci sa indicare dove siano.
Il suo argomento principale rimane senza dubbio la fica ungherese, ci spiega bene il concetto di pudore per l’ ungherese media, molto piu’ tranquilla e onesta delle fiche di legno che abbiamo a casa.
Non sono delle affamate come le russe, ma se hanno un minimo piacere della tua compagnia non si fanno problemi a goderesi un po’ di booghie booghie disinteressato. Che poi e’ come dovrebbe essere in tutto il mondo.
Camminando capiamo subito la motivazione dell’arrapamento intrinseco di Max, le ragazze hanno dei culi esagerati e sono mediamente delle tope incredibili.

Dopo vari racconti di scopate ci ritroviamo sull’isola Margherita, un isola artificiale con un parco ben tenuto dove gli ungheresi vanno a passare i pomeriggi e a fare serata la notte.

Una particolarità di questo posto e’ che, oltre ad essere ben tenuto, e’ la presenza di un gruppo di clochard che gira a raccogliere bottiglie e lattine finite e si occupa di portarle al centro del riciclaggio in cambio di qualche moneta, iniziativa veramente apprezzabile.

La serata prosegue bene e il tramonto sul Danubio, con i suoi riflessi sugli antichi palazzi fa risorgere quello spirito della citta’ seppellito dalle tonnellate del grigio cemento comunista.

Dopo una piacevole nottata passata a bere birra e ballare in un locale invaso da quelle che in Italia chiameremmo modelle, iniziamo ad accusare la demenza dei vari ospiti della casa di Max.

Decidiamo quindi di spostare questa zingarata in una capitale vicina, Bratislava.
Gli unici commenti arrivati alle nostre orecchie erano quelli di una citta’ popolata dai migliori culi dell’Europa dell’Est e capitale internazionale del turismo sessuale.

Con 5000 fiorini ( 15 sacchi) la des bahn ti offre un’ andata-ritorno, senza bisogno di pensarci partiamo.

Arriviamo nella capitale slovacca alle 9 del mattino, fuori dalla stazione centrale domina una desolazione di cemento armato degna di chernobill. Palazzoni quadrati con sbarre alle finestre, semafori spenti e aiuole incolte piene di spazzatura. Un pensiero va subito a quelle storie di rapimenti in stile Hostel ( che e’ proprio ambientato qui…) e ringraziamo sia mattina e splenda un bel sole, altrimenti ci saremmo probabilmente cagati sotto.
Senza cartina e senza nessuna idea di dove sia l’ostello girovaghiamo per un’ora in questa citta’ fantasma.
Il centro storico e’ tutto sommato carino, un’imponente chiesa centrale domina il quartiere e sul pave’ solleviamo i nostri trolley ( odio non avere lo zaino) per non fare un casino della madonna. Finalmente troviamo l’ostello, con il solito stile “artistico-perviaggiatori-fakealternative” e dopo un fugace ma intenso incontro con un ratto scegliamo i nostri letti in camerata.
Presa una cartina alla reception e connessi al wifi ci appuntiamo le 10 cose da vedere a Bratislava, inizio del sightseeing ore 11:30.
Fra lo stupore e qualche bestemmia finiamo i nostri giri alle 14:00.
La citta’ e’ minuscola, i monumenti quasi insignificanti e, per la maggior parte, mal tenuti.
Nonostante la storia di questa città sia ricca e piena di avvenimenti e che oggi sia il centro economico, politico, scientifico e culturale della Slovacchia la prima impressione che abbiamo è quella di camminare per le stradine di Rho ( un cesso di cittàdina in pianura padana)

Bratislava è dominata da uno stupendo castello difeso da mura e torri ottagonali, scopriamo subito che è off limits al pubblivo. Ettipareva.

La costruzione di un enorme ponte di ferro e asfalto ha distrutto il quartiere ebraico e parte della citta’ vecchia, per questo dobbiamo ringraziare nuovamente il regime rosso e la sua politica di promozione della cultura e di preservazione dei beni locali.

Dopo una veloce visita al parlamento ci ritroviamo dalla “Chisa Blu”, unica vera particolarità della città. Chiusa anche questa.


Dopo la solita dose di discorsi e cazzate concordiamo su quanto sembri assurdo che questo paese sia in Europa e l’Ungheria no. Tralasciando il discorso politico, con i neonazi spopolanti in Ungheria, la qualità della vita e’ nettamente superiore la’.
Budapest e’ ricca di vita, e nonostante i suoi paradossi e’ stata in grado di valorizzare il proprio patrimonio artistico-culturale.

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Vittorio Beltrani


Good evening, Clarice.

Good evening, Clarice.

(via thegoodfilms)

Natura


Se c’è una cosa su cui mi fisso ogni volta che viaggio, sia che mi ritrovi a camminare su qualche montagna o in una fermata di una metropolitana, è come la presenza dell’Uomo condizioni, non solo il modo di pensare, ma tutti quei processi mentali che ci portano a dire ” Sono Felice”. Come non amare la vita davanti ad un Alba ancor ricca di stelle, come non avvertire quel senso di completezza che un orizzonte pieno di Mare ci trasmette.Come non incantarsi ad osservare i raggi di luce filtrare fra le fitte frasche di un bosco. Prendete invece una città, prendete la gente che vive in quella città.Notate le espressioni indelebilmente stamapate sui loro visi.Troverete solo sofferenza, orrore, disagio.Non confondete l’estemporaneo sorriso con la Felicità, dove c’è l’Uomo troverete solo Dolore. Volete essere Felici? Fatevi una passeggiata con un albero.

I can do one thousand now.

I can do one thousand now.

(Source: theswintons)